
Ho ricevuto molte testimonianze di persone che credono nel progetto, ma una di quelle che mi ha colpito di più è quella di Maurizio di Fiumicino che un giorno mi ha chiamato al telefono per raccontarmi la sua storia.
Gli ho detto: “perché non la scrivi e la mettiamo sul sito..."
Grazie per il tuo coraggio, ci vediamo al traverso di Fiumicino, quando passo per di là!
"Ciao Margherita mi chiamo Maurizio Deleonardis e quando ho letto il tuo programma di portare questo messaggio di speranza per i bambini che soffrono mi sono veramente commosso, anche perché posso dire che anch’io ce l’ho fatta, ed è stata una vittoria che continuerà per tutta la mia vita.
Sono nato nel lontano 1967, il 30 marzo e purtroppo per errore dei medici sono nato cianotico e questo mi ha causato una forma di epilessia. Ma di certo non mi sono arreso a questa malattia, se la vogliamo chiamare così.
Da piccolo
ero molto vivace e la cosa già mi stava stretta: certo l’apprendimento all’epoca non era al 100% ma poi mi sono
riscoperto grazie alla mia amata vela. E' una passione
trasmessami da mio zio che faceva vela con un windsurf e poi in
seguito in marina. Devo proprio ringraziarlo perchè, se non mi
avesse fatto il
battesimo della vela, ora non so cosa farei.
La
mia prima uscita risale a quando avevo 14 anni ad Anzio con mio
fratello e mio zio con un FJ alla Lega Navale di Anzio e devo
dire che avevo una gran paura e non ci capivo niente; rientrato a
terra ero quasi stordito dal vento e dalla musica delle vele. Ci
fu poi una lunga attesa prima di ricominciare a fare vela: quando
ho incominciato a lavorare, con il mio primo stipendio, mi comprai
una
tavola da windsurf e feci molta difficoltà ad
imparare, ad apprendere le nozioni di vela; poi andai in vacanza
a Palinuro, una località fantastica, e lì avvenne il
grande salto: veleggiavo come una farfalla anzi come un farfallone… sì perchè mi atteggiavo un po’, forse
il fascino del surfista (logicamente scherzo!).
In seguito mi
iscrissi con la mia tavola da windsurf ai Circoli del lago di
Bracciano dove fui accolto molto bene e trovai un bel gruppo di
surfisti, ma il destino ha voluto
che in un incidente sciistico mi
lussassi la spalla e purtroppo dovetti abbandonare il windsurf.
Alcuni amici mi regalarono un FJ e la cosa mi fece ricordare l’infanzia, sarà stato un caso… Solo che la mia piccola barca era in condizioni disastrate ed io mi sono messo con la santa pazienza a ripararla per renderla navigabile e ci sono riuscito: gli misi il nome di “Epi” con il numero velico di stazza ITA 3774. Ci feci molte regate ad Ostia e ne disputai una che mi stava molto a cuore intitolata al mitico Giorgio Zucchi, arrivai 2° ma comunque per me era una grande vittoria.

In seguito, in un giorno d'estate che non dimenticherò mai, mi allontanai con il
mio FJ e mi diressi molto a sud, forse troppo a sud… E sì
perchè ero arrivato ad Anzio senza
accorgermene. Ero
contentissimo, sembrava di essere arrivati in capo al mondo! Vabbé
non esageriamo, ma la cosa bella e anche buffa è che mi vidi girare un
elicottero sopra la testa che mi veniva a cercare perchè si
erano preoccupati non vedendomi ritornare in tarda sera; così
girai la prua e con un vento da sud, veleggiando con una andatura
al lasco, navigai di nuovo verso Ostia. Lì mi venne
incontro un altro amico su un FJ che mi chiese che fine avessi
fatto, io gli risposi che ero stato rapito dalle sirene! Ora
posseggo un’altra barca di nome “Vittoria”: ci porto a
spasso
i miei amici e veleggio ogni tanto con la mia compagnia Anna che a
volte mi fa tirare giù anche i santi in paradiso… Ma se
penso che con me ci è voluto anche di peggio, mi accorgo che a
volte esagero un po’…
Sono contento di essere arrivato fino a qui e di certo non mi fermo e continuerò nella mia navigazione che ha segnato molto la mia vita finora dandomi delle regole e levandomi delle insicurezze che a volte sono solo psicologiche.
Ora sono stato riconosciuto idoneo per conseguire la
patente di guida di cat. B e ciò mi ha permesso di prendere un attestato in giardinaggio, così potrò sfoderare il mio amore per gli
alberi!
Insomma una bella fatica ma per me, arrivato fino a qui, è una grande vittoria, faccio tesoro di tutto quello che la vita ha cercato di togliermi ma per fortuna esiste la vela e il mare che mi hanno dato molta sicurezza in più e soprattutto dagli ultimi elettroencefalogrammi i valori sono nella norma, una vera Vittoria, come la mia barca!"
Maurizio
















