Tre
anni fa, quando è iniziata la mia collaborazione con A.B.C.
Burlo, il piccolo Ricky, mascotte ed ispiratore dei fondatori
dell’Associazione, non era che un frugoletto. Anche lui è
stato un bambino “chirurgico” nato con una malformazione, ora
praticamente guarito, ed è anche lui testimone di speranza per
tutti bimbi “non perfetti”.
Ricky l’ho incontrato la prima volta, all’arrivo della “Barcolana” a Trieste, in una giornata di sole ma con una forte bora, infagottato nel giubbotto e nelle coperte. L’anno dopo non c’è stata occasione di vederci, perché in questo periodo il tempo è sempre inclemente.
Ma da quest’anno, da quando è nata l’idea di questo progetto Giusy, la sua mamma, che si occupa di tutta l’organizzazione, non parla che di me anche a casa. Soprattutto all’approssimarsi della prima conferenza ad ottobre, Giusy ed io ci telefonavamo spesso e sentivo il piccolo Ricky che la chiamava, impaziente di godersi la mamma tutta per sé, come è giusto. Dentro di me ho pensato: “O mi ama o mi odia…”.
La risposta è arrivata alla conferenza stampa a Trieste: Ricky era un po’ intimorito da tante persone che si affollavano intorno a mamma e papà e sono riuscita a prenderlo in braccio con la scusa di fare delle foto insieme. Da quel momento è nata una splendida amicizia, prima mi ha parlato un po’, poi si è rilassato abbracciando l’orsacchiotto Trudi.
Sono contenta che
anche Ricky - a suo modo- mi abbia dato il suo benestare al progetto
che stiamo realizzando. Sarà lui per me la mascotte di questa
sfida, lui che con la sua gioia ed allegria dà una luce di
speranza a tanti altri bambini.
Sono andata a trovare Ricky in montagna circa dieci giorni fa, quando era in vacanza dall’asilo. Abbiamo visto un film insieme e all’inizio era un po’ impaurito dai pirati… ma poi ci siamo fatti una risata insieme!

















grazie!
E' proprio una bella storia, piena di tenerezza!
Ma tu non hai paura dei pirati quando sei in mare, vero?